Geologia

Le cantine – grotte dei centri abitati del comprensorio bradanico, sono scavate generalmente lungo l’intero perimetro dei paesi ed in parte di quello moderno corrispondenti alle aree urbanizzate nel corso della prima metà del novecento. Diversamente che a Matera ed in Puglia, ove l’ambiente geomorfologico è quello tipico delle formazioni calcaree, gli ipogei sono realizzati in banchi rocciosi e argillosi caratterizzati dalla presenza prevalente di formazioni di origine alluvionale e sedimentaria quali conglomerati di Irsina, sabbie di Montemarano e argille subappennine, specie negli strati inferiori. Gli strati, infine, sono orientati generalmente con modalità determinate dai metaprocessi di erosione innescati dalle formazioni riconducibile alla fossa ed avanfossa bradanica.  Gli insediamenti si collocano prevalentemente lungo i piani di scivolamento di paleofrane in contesti riconducibili a conglomerati e sabbie di origine marina, alluvionale e sedimentaria. Le aree presentano generalmente una notevole propensione al dissesto del versante esposti ulteriormente amplificata dalla capacità delle suddette  formazioni di assorbire e rilasciare acqua in specie negli strati superiori. La scarsa manutenzione delle reti tecnologiche del centro storico e la conseguente perdita d acqua sia dalla rete dell’acquedotto che dalla rete fognaria, creano ulteriori elementi di criticità.

La geomorfologia del territorio è caratterizzata dalla presenza di centri abitati arroccati su alture lungo i crinali di suddivisione dei fondovalli fluviali.

Irsina è sul crinale che divide la valle del Bradano dalla valle del Basentello, suo affluente. Grassano e Grottole sono sul crinale che divide la valle del Basento dalla valle del Bilioso, affluente del Bradano. Pomarico e Miglionico sono posti sul crinale che divide le valli del Basento e del Bradano. Montescaglioso occupa il punto più elevato di un crinale che divide la valle del Bradano dalla valle della Gravina di Matera che affluisce nel primo.

 

I siti di insediamento degli abitati sono sempre rilievi orografici significativi formatisi lungo le linee di crinale a seguito dei processi erosivi. La particolare condizione di tali siti ha soddisfatto nell’antichità le esigenze delle popolazioni insediate relativamente al controllo del territorio ed alla difendibilità dei nuclei demici nonché la necessità di aree (i terrazzi alluvionali immediatamente contigui) utilizzabili per attività agricole di immediata sussistenza. Il paesaggio creatosi in tali condizioni evidenzia la presenza dell’abitato nei punti più alti del crinale, la presenza di sequenze verticali di scavi e ipogei immediatamente a ridosso dell’abitato a servizio del medesimo, coltivi ad oliveto, vigneto e frutteto, di piccole dimensioni nei pendii immediatamente a valle degli abitati, in grado di soddisfare con piccoli spostamenti il fabbisogno alimentare quotidiano. Lungo i terrazzi ed i pendii l’erosione ha poi creato fossati e depressioni nei quali è facile rintracciare disponibilità idrica garantita anche dalla presenza di ricche sorgenti formatesi lungo la linea di contatto tra i sedimenti alluvionali superiori ed i sottostanti strati di argille e quindi affioranti a poca distanza dai paesi. In tale contesto le cavità artificiali, scavate nei livelli inferiori dei banchi alluvionali, hanno spesso garantito l’accesso alla falda idrica raggiunta tramite pozzi scavati nei punti più profondi delle cantine – grotte.