Grottole

La presenza di innumerevoli insediamenti in grotta è insita nell’antico toponimo medievale del paese, “criptulae”. Gli ipogei sono scavati lungo i pendii e i fossati sottostanti l’abitato e all’esterno della cinta muraria medievale, collegati tra loro da una fitta rete di sentieri e percorsi che ne garantiscono l’accessibilità. L’abitato si è sviluppato intorno al Castello, all’edificio della Chiesa Madre, rimasta incompiuta, e al convento di S. Domenico: praticamente tre spuntoni rocciosi, con relativi valloncelli occupati, nel tempo, dal tessuto urbano.

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L’attività principale degli abitanti di Grottole è l’agricoltura, con impianti di vigneti ed uliveti che caratterizzano il paesaggio agricolo, che ha determinato lo scavo delle numerose cantine, utilizzate per la produzione di vino, prodotto non solo per il fabbisogno locale, ma anche per l’esportazione verso i comuni limitrofi. La presenza di numerose grotte ha così condizionato l’assetto urbano, nel quale le cantine costituiscono un elemento tra i più importanti. Le cantine sono precedute da manufatti in muratura che proteggono l’ingresso da eventuali frane e da muretti di recinzione che delineano cortili e i limiti delle proprietà.

Gli agglomerati rupestri più numerosi sono presenti sotto il convento di S. Domenico, al quale apparteneva una delle cantine più grandi, ancora oggi utilizzate dagli abitanti per la produzione e conservazione del vino, e sotto il Castello, dove ritroviamo le cantine che presentano portali ed infissi monumentali, a dimostrazione dello status sociale di appartenenza della famiglia.

Un’altra delle attività praticate a Grottole, all’interno di ambienti scavati nell’arenaria lungo l’antica via Appia, adiacente al Castello, è la produzione di terrecotte e ceramiche. L’attività purtroppo è stata dismessa, ma nelle grotte è possibile riconoscere le vasche per la lavorazione dell’argilla, lo spazio per il tornio a pedale, per la produzione dei vasi, gli spazi per l’asciugatura dei manufatti e all’esterno, oggi compromesse dalla strada, le fornaci per la cottura.

interno ceramista     fornaci

A pochi chilometri dal paese, altri insediamenti rupestri sono presenti sulla collina di Altojanni, abitato medievale, attestato nelle fonti sino al XV secolo, e nei pressi della chiesa di S. Tommaso, dove all’interno di una grotta sono presenti vasche ed una sorgente di acqua.

Dell’antico sito di Altojanni sono visibili i ruderi della torre del Castello, una chiesa medievale e il casale con il santuario di S. Antonio da Vienne, posseduto dall’omonimo monastero di Napoli, dipendenza questa, come altre grancie nel meridione d’Italia, della casa madre francese.

Altojanni 1     Altojanni 2

Oggi l’area è utilizzata come pascolo di mucche podoliche da pastori transumanti, che utilizzano le numerose grotte, scavate nella puddinga, come stalle, ovili e ricovero per gli armenti. Le grotte, solitamente di piccole dimensioni, sono chiuse da murature ricavate da ciottoli raccolti in loco e presentano un’apertura nel soffitto, probabilmente utilizzato come accesso dalle preesistenti abitazioni del villaggio di Altojanni.

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