Irsina

La città di Irsina, antica Montepeloso, sorge su un rilievo collinare, tra il fiume Bradano e il Basentello, costituito da conglomerati e da sabbie ben cementate. Questa particolare conformazione geologica ha favorito lo scavo di grotte, utilizzate come cantine, magazzini, ovili, ai margini della cinta fortificata medievale. Molte di queste grotte sono state occultate da murature di contenimento, costruite nel tempo per evitare frane, ma le più interessanti sono presenti nei piani interrati dei palazzi nobiliari, nel palazzo marchesale e in molte abitazioni del centro storico.

Irsina panorama

 

 

 

 

 

 

 

Le cantine più significative sono quelle di Palazzo Janora e del quattrocentesco palazzo Cantorio–Damato, nelle quali si conservano tutti gli attrezzi e gli strumenti per la produzione del vino: torchi in legno e imponenti botti. Alcune botti conservano l’anno di produzione e delle tacche, segnate col gesso, ad indicare i quantitativi versati o venduti. Anche in questa città i portoni di ingresso alle cantine sono dei veri capolavori. Meritevole è la cantina della famiglia Grippo, notevole per dimensioni e interessante per il corredo delle attrezzature conservatosi per intero.

conteggi grippo    Irsina cantina Grippo    botti

All’ingresso della città, sulla strada per Matera e Gravina, è presente un interessante nucleo di grotte, utilizzate come cantine e magazzini, al cui centro, in posizione molto rialzata rispetto all’attuale piano stradale, una piccola chiesa rupestre, scavata nella puddinga e con affreschi probabilmente databili al XV secolo: a destra un Santo di difficile identificazione a causa dell’usura, a sinistra è perfettamente identificabile l’affresco di S. Lucia.

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