Montescaglioso

È uno dei maggiori centri abitati della Provincia di Matera e del territorio del GAL Bradanica, per dimensione demografica, importanza economica, patrimonio storico ed ambientale e insediamenti produttivi in grotta.

Lungo i margini dell’abitato si sviluppa intatto il sistema delle grotte, utilizzate come cantine, frantoi, ovili e magazzini.

Le cantine più interessanti della città e dell’area del GAL Bradanica sono situate a nord dell’abitato, nei pressi di Porta S. Angelo; si sviluppano su quattro livelli, lungo la sequenza dei terrazzamenti artificiali, scavate nella roccia arenaria per decine di metri di profondità.

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La cantina è preceduta da un avancorpo in muratura, per proteggere l’ingresso da eventuali cadute di materiale, e da un cortile, anche di notevoli dimensioni, con una serie di ambienti di servizio. Molto spesso nei cortili è presente uno spazio coltivato con piante officinali, qualche albero da frutto e ortaggi.

In prossimità dell’ingresso sono presenti le vasche per la pigiatura e fermentazione del mosto; nella parte più profonda, lateralmente, ritroviamo i basamenti e nicchie per botti e damigiane, pozzi e cisterne per la raccolta dell’acqua piovana e sorgiva.

Le cantine più significative, per dimensioni, sono state di proprietà dell’Abbazia di S. Michele, della casa Marchesale e delle famiglie aristocratiche della città.

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La formazione del primo nucleo è attestata intorno ai secoli IX-VIII a.C., mentre la colonizzazione greca ha trasformato l’abitato in una importante città, circondata da una fortificazione, datata IV–III sec. a.C., visibile a Porta Schiavoni. Durante il dominio romano la città assume il toponimo di Civitas Severiana” e perde di importanza, l’abitato si contrae e nel territorio sorgono ville rustiche a conduzione schiavistica. A metà del secolo XI inizia la dominazione normanna dell’Italia Meridionale. Il primo feudatario normanno di Montescaglioso è Roberto, nipote del celebre Guiscardo, capostipite degli Altavilla, e successivamente la città è feudo degli altri esponenti della famiglia Altavilla, tra cui Emma, figlia di Ruggero I Gran Conte di Sicilia ed ava dell’Imperatore Federico II di Svevia. La presenza normanna favorisce lo sviluppo urbano e l’incremento demografico della città, nonché l’insediamento di una grande comunità monastica benedettina: l’abbazia di S. Michele Arcangelo segnerà la storia di Montescaglioso fino al secolo XIX.

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Tra il XV e il XVII sec. si insediano altre comunità monastiche: gli Agostiniani, le monache benedettine della SS. Concezione e i Padri Cappuccini. In questa fase la città diviene feudo delle famiglie genovesi Grillo-Cattaneo, che sfruttano le risorse della nuova acquisizione e, diversamente dai loro predecessori, risiedono a Montescaglioso all’interno del castello medievale, trasformato in un comodo palazzo.

A partire dal secolo XVII, le famiglie più abbienti della città costruiscono le loro dimore lungo l’asse viario più importante, attuale Corso Repubblica, che diviene il luogo ove si concentrano tutte le attività economiche più significative, le chiese ed i monasteri più importanti, i luoghi di rappresentanza. È la fase in cui l’abitato si estende al di fuori delle fortificazioni: nelle adiacenze di Porta Maggiore (Piazza Roma) è edificata la chiesa di S. Rocco da Montpellier, proclamato patrono del paese nel 1684.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Riforma Agraria ridisegna finalmente l’assetto della proprietà agraria, favorendo la nascita e lo sviluppo di una piccola e media proprietà contadina che costituisce la base per lo sviluppo economico degli anni successivi. Montescaglioso, così come altri comuni, in cui la lotta per la terra ha raggiunto momenti di esasperazione, ha pagato con il sangue, con la morte del bracciante Giuseppe Novello.