Habitat Rupestre

Il patrimonio rupestre è una delle componenti più importanti della identità storica, artistica paesaggistica della Basilicata. Chiese, monasteri e strutture produttive in grotta sono presenti in gran parte dei comuni della regione. Su 131 comuni esistenti in Basilicata, circa 90 conservano importanti testimonianze della civiltà rupestre. La presenza di numerosi aggregati rupestri nel territorio della regione evidenzia una capacità dell’uomo di utilizzare le risorse offerte dal territorio e di piegare a proprio vantaggio anche le condizioni ambientali più difficili. Attualmente dopo un lungo periodo di abbandono e degrado, il patrimonio rupestre locale è percepito come una parte molto importante della identità storica e culturale della Regione e una specificità del paesaggio e del territorio.

Acerenza  I palmenti di Pietragalla Tursi Castello di Pietrapertosa

La nuova consapevolezza diffusa tra le comunità locali ha permesso di attuare politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio rupestre sviluppate già a Matera  dagli anni settanta e ormai attuate anche negli altri comuni della Basilicata. Le condizioni geomorfologiche nelle quali il fenomeno rupestre si è sviluppato in Basilicata sono molte diverse. Le grotte sono presenti in zone calcaree, in aree vulcaniche, ma anche in aree formate da sedimenti alluvionali e marini.Gli insediamenti più importanti e conosciuti sono a Matera. I “ Sassi “, quartieri scavati in grotta, e la Murgia, l’altopiano calcareo su cui sorge la città,  sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. I siti rupestri di Matera sono all’interno di un Parco Regionale (Parco della Murgia Materana), costituito per tutelare, promuovere e valorizzare uno dei più importanti insediamenti rupestri europei. Nella città e nel territorio di Matera sono presenti vasti insediamenti in grotta formati da abitazioni, chiese, monasteri, strutture per le produzioni agricole e sistemi per la raccolta e conservazione dell’acqua.  Altri insediamenti rupestri sono presenti in tutta l’area della Regione. Nel nord della Basilicata, l’area vulcanica del Monte Vulture, conserva un altro importante insediamento rupestre costituito da chiese, residenze, cantine, ovili e stalle. Nelle altre aree della regione caratterizzate da strutture geologiche meno stabili (sedimenti alluvionali e marini ), gli insediamenti rupestri sono costituiti soprattutto da strutture utilizzate per la lavorazione e lo stoccaggo di prodotti agricoli e il rifugio di armenti. Gli insediamenti rupestri lucani evidenziano la presenza di funzioni molto diversificate. Nei Sassi di Matera prevalgono gli ambienti rupestri destinati alla residenza della popolazione contadina. Negli altri insediamenti rupestri della regione la funzione abitativa è meno diffusa. Nel nord est della Basilicata sono presenti grotte attualmente usate come cantine ma anticamente usate come abitazioni dalle popolazioni dell’Epiro e dell’Albania emigrate nel secolo XV nel Sud Italia dopo l’invasione turca dei Balcani. Le strutture rupestri più diffuse erano destinate ad ospitare funzioni legate alla agricoltura ed alla pastorizia: cantine per il vino, stalle per bovini ed ovini, ambienti rupestri per la lavorazione e conservazione delle produzioni agricoli.