Restauro

Nel momento in cui ci troviamo ad osservare l’abitato storico di Montescaglioso, soprattutto il versante esposto a nord e a nord-est, la nostra attenzione oltre a ricadere sulla bellezza architettonica di edifici come l’Abbazia benedettina, la chiesa del Crocifisso, si concentra su quella molteplicità di aperture presenti lungo il crinale: le cantine.

Si tratta di grotte scavate dall’uomo all’interno di una sequenza di anelli che a gradoni degradanti si sviluppano lungo il pendio della collina. Un lavoro meticoloso che nei secoli ha trasformato l’orografia del paesaggio, con tipologie costruttive e diversità di elementi che le differenzia l’una dall’altra.

L’analisi di quest’ultime e del rapporto esistente con l’ambiente urbano cittadino che ha determinato tale paesaggio saranno prese in considerazione in questa opera, non tralasciando il fattore conservazione e recupero di questo particolare “spazio urbano”.

Il fattore di degrado, nonché la mancanza di identità culturale da parte delle comunità su questo particolare spazio urbano deve essere tenuto in considerazione per individuare e definire strategie per il recupero e il conseguente riuso di questi luoghi.

Tale presupposto comporta la necessità di individuare le componenti di questo “spazio urbano”, ripercorrerne la storia, attuare una catalogazione degli elementi che si trasformano e si adeguano ai tempi: in questo senso vengono individuate le varie tipologie di edifici, le tipologie di cantine e dello scavo, gli elementi architettonici e gli elementi complementari di stretta appartenenza a questi luoghi.

Di qua l’idea di un manuale che affronti tematiche inerenti la catalogazione degli elementi tipologici di questo spazio urbano, il degrado e i motivi che lo comportano, con l’augurio di far recepire un metodo di intervento finalizzato ad una necessaria presa di coscienza su un patrimonio storico, nonché artistico, di valenza culturale, basato su un concetto che è quello di paesaggio.

Il materiale con cui queste costruzioni o parte di esse sono realizzate appartengono alla geomorfologia del luogo: si tratta di tufo o meglio calcarenite, proveniente dalle cave limitrofe alla città, di arenaria cavata direttamente in situ, di lapilli e conglomerati. Questo materiale è presente sia negli ambienti scavati che nelle parti edificate che caratterizzano la cantina.

Tale situazione comporta di guardare con attenzione le tecniche di intervento, il trattamento del materiale in modo tale da non cancellare, in fase di riuso, i segni della storia.